lunedì 23 aprile 2018

Bande In Luce / 2

In collaborazione con Crema.comX
prosegue il parallelismo tra Cinema e Fumetto


Old Boy

Nella Seoul più malfamata e illegale d'oggi esiste un albergo-prigione dove commissionare la reclusione di nemici. In una delle stanze-cella di questo luogo viene fatto marcire per quindici anni Oh Dae-su (Choi Min-sik), ignaro del perché ma determinatissimo, riguadagnata forse un domani la libertà, a reclamare una vendetta senza appello. Lungo la ricerca del mandante oscuro del suo terribile calvario (Yu Ji-tae – un mandante che è sempre un passo avanti, che non sembra così estraneo nei ricordi, e che sta orchestrando tutto come un enorme gioco d'abilità mentale) Dae-su si imbatterà nella giovane, dolce e palpitante Mi-do (Kang Hye-jeong) intessendo con lei un legame affettivo la cui intensità ha del predestinato.

Tratto dal popolare manga giapponese di fine anni '90 scritto e disegnato da Garon Tsuchiya e Nobuaki Minegishi (edito in Italia da Coconino Press prima e da Edizioni BD successivamente), Old Boy – Gran Premio della Giuria a Cannes – rappresenta l'opera che ha rivelato il regista sudcoreano Park Chan-wook nel circuito dei grandi festival d'arte cinematografica europei. Tendenza al sublime nella composizione dell'immagine; riferimenti a fonti letterarie classico-antiche universali; adozione senza timore della violenza e della sanguinarietà (ma con un registro che lavora più su congettura e immaginazione che non realmente sull'agito e sul mostrato: quindi dalle potenzialità suasive altissime); inclusione di un qualche grado di critica alla società e ai tempi: una pellicola ricca e pregnante che si colloca tra le migliori della già ben riconosciuta produzione asiatica contemporanea.
Tassello, insieme a Mr. Vendetta e a Lady vendetta, di un ideale trittico di Park incentrato sulla rivincita e la legge del taglione.


con Choi Min-sik, Kang Hye-jeong, Yu Ji-tae
Old Boy (Oldeuboi) di Park Chan-wook, Sud Corea, 2003, colore 115min