venerdì 15 dicembre 2017

Lunedì 18 Dicembre: Una pazza giornata di vacanza

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Conclude la rassegna

Una pazza giornata di vacanza

Una pazza giornata di vacanza è una commedia brillante con protagonista un giovanissimo Matthew Broderick nel ruolo di Ferris Bueller che salta la scuola per evitare un compito in classe. Agli occhi dei genitori, preside e compagni di scuola Ferris si fingerà malato per trascorrere una giornata a Chicago con l'amico Cameron (Alan Ruck) e la fidanzata Sloane (Mia Sara), tra visite al The Art Institute e parate in centro città. Il preside (Jeffrey Jones) si butterà al suo inseguimento, conscio delle numerose furbizie del giovane, idolo dei compagni ma odiato dalla sorella (Jennifer Grey) per essere il cocco di mamma e papà. 

Hughes scrive e dirige una pellicola divertente e dal passo spedito, in apparenza scanzonata e spumeggiante senza però tralasciare critiche all'autorità precostituita simboleggiata dalla scuola, alla tentazione dell'omologazione da parte dell'istituzione e alla brutale separazione tra microcosmo giovanile e macrocosmo adulto. Il film rappresenta la chiusura di un cerchio, di un'accurata indagine del mondo adolescenziale iniziata con Un compleanno da ricordare, nel 1984, e proseguita con The Breakfast Club.


con Matthew Broderick, Alan Ruck, Jeffrey Jones, Mia Sara, Jennifer Grey
Una pazza giornata di vacanza (Ferris Bueller's Day Off) di John Hughes, USA, 1986, colore, 99 min. ca

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PRESENTAZIONE (a cura di Mattia Zaffardi)

"Una pazza giornata di vacanza" ("Ferris Bueller's Day Off"), lavoro divertito e di personalità, alternante comicità demenziale e carattere assorto quanto serve, affronta e prosegue, nella filmografia di John Hughes, il già delineato discorso sull'adolescenza che è il marchio di fabbrica che ha contraddistinto l'autore alla metà degli anni Ottanta.

Dopo il successo vastissimo di "Porky's" (Bob Clark, 1982) e relative filiazioni Hughes trovò una via alternativa alla farsa puberale sconcia che andava in voga a quei tempi; un tipo di comicità non indecente, uno sguardo sulla giovinezza non banale collegato al gusto di Hughes per i viaggi formativi, di crescita dei caratteri. È un tratto comune a quasi tutte le sue commedie, anche quelle meno riuscite, ed è il caso preciso di "Una pazza giornata di vacanza" con i suoi gradevoli viraggi metanarrativi, la regia giocosa, a tratti improvvisata, ma sempre sapiente, l'unicità delle singole idee o sequenze, la memorabilità e le sottolineature dei personaggi e dei temperamenti (entrati di diritto nella cultura popolare americana, ...e anticipatori pratici di molti vezzi Simpsoniani).

Il film è la cronistoria della giornata libera autonomamente presa dalla scuola dal diabolicamente scaltro Ferris Bueller, un Matthew Broderick in formissima e all'epoca lanciato verso il successo planetario dopo aver recitato in "WarGames" di John Badham e in "Ladyhawke" di Richard Donner. Il protagonista, per andarsene a zonzo assieme alla sua ragazza e al migliore amico, si impossessa della Ferrari d'epoca del padre di quest'ultimo e ingaggia una lotta senza quartiere con il preside della scuola, l'unico capace di vedere il genio 'criminale' del giovane Bueller. Grazie a marchingegni sagacissimi, grande capacità d'improvvisazione e spirito di iniziativa sarà una giornata da non scordare mai più. A parte qualche ammiccamento di troppo (Ferris/Broderick spessissimo guarda nella cinepresa e si rivolge direttamente al pubblico) è una pellicola divertentissima, briosamente leggera che si trasforma in una sorta di percorso evolutivo di tre giovani che stanno transitando dall'adolescenza all'età matura, al mondo dei 'grandi'. Anche al prezzo di cambiare totalmente il modo di rapportarsi alle cose e alle figure: vedi la rivolta di Cameron, l'amico ipocondriaco e complessato - probabilmente il personaggio migliore in assoluto - che per la prima volta si oppone quasi brutalmente a ciò che il padre incarna e rappresenta.

La città di Chicago è inquadrata in abbondanza. Favolose le scene contro i cristalli della vertiginosa Willis Tower, e per le sale allestite dell'Art Institute, e nel mezzo dell'oceanica parata allegorica nelle strade del centro (con Ferris che omaggia i Beatles scatenandosi in un playback di "Twist and Shout"). Hughes dichiarò di Chicago di volerne catturare, più che le immagini, lo 'spirito'; la numerosità e la diversificazione delle comparse sono poi forse un riconoscimento alla multietnicità.
Quasi da enciclopedia l'insieme di suggerimenti che si regalano per ingannare genitori e conoscenti nella prima metà del racconto. John Hughes affermò di aver avuto in mente Matthew Broderick nel ruolo di protagonista già da quando scrisse la sceneggiatura (operazione per la quale bastò una sola settimana). Per il ruolo di Sloane invece, il regista aveva in principio preso in considerazione l'attrice Molly Ringwald (volto per lui stra-abituale), ma la scelta ricadde poi su Mia Sara dopo che quest'ultima lo aveva positivamente sorpreso durante il provino.
Il successo al botteghino fu notevolissimo, con incassi che ripagarono di quasi dodici volte i costi di produzione. Nel 1990 si arrivò addirittura alla trasposizione in serie televisiva, per la NBC.
Un film giudicato entusiasmante sia dal pubblico che dalla critica, ancora oggi senz'altro da (ri)scoprire in lungo e in largo (la buona qualità cinematografica è evidente; gli elementi narrativi sono tipici dell'universo Hughesiano; la presenza di sguardo ha netta efficacia), pur tenendo conto delle inevitabili forzature buoniste che affiorano di tanto in tanto e di un controllo delle velleità che talvolta si allenta.
Nel 2014 "Una pazza giornata di vacanza" è stato selezionato dal National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti per essere aggiunto all'elenco dei film da preservare.

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