giovedì 16 novembre 2017

Lunedì 20 Novembre: Delicatessen

Prosegue la rassegna
GROTTESCA-MENTE


Delicatessen

In un posto strano, fatto di uno sparuto palazzo tetramente avvinghiato da brume giallastre, di uno strano tempo, nel quale tutti muoiono di fame ed hanno tutti paura - e si osteggia la razza dei Trogloditi, spunta un nuovo arrivato per assumere il ruolo di tuttofare sotto l'occhio del misterioso microcosmo d'inquilini capeggiati dal macellaio della bottega al pianterreno.

Atmosfera eccentrica, piglio clownesco, pungente gusto per la tipizzazione eccessiva e la parodia. Dal pubblicitario ed autore di videoclip Jean-Pierre Jeunet e dal disegnatore Marc Caro un lungometraggio d'esordio grondante di sgangherata, ma molto disinvolta e poetica inventiva che ha per temi la resistenza e la convivenza in uno scenario futuro di disumanizzazione.


con Jean-Claude Dreyfus, Dominique Pinon, Marie-Laure Dougnac, Karin Viard
Delicatessen di Jean-Pierre Jeunet e Marc Caro, Francia, 1990, colore, 96 min. ca

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PRESENTAZIONE (a cura di Miguel Ángel Frausto)

Secondo il Dizionario Cambridge della lingua inglese, delicatessen significa un piccolo negozio specializzato in prodotti alimentari di altissima qualità, locali o stranieri: formaggi, salumi, insalate pronte o salse esotiche.
Da questo concetto è possibile inserirsi su ciò che l'opera prima di Jean-Pierre Jeunet e di Marc Caro rappresenta come oggetto artistico: un film 'esotico', con un mix che difficilmente si troverà in altre pellicole. Infatti "Delicatessen" offre uno spettacolo con tanti 'gusti' (in strana e deliziosa combinazione) per gli appetiti estetici più esigenti. Commedia, horror, dramma, azione, suspense e romanticismo sono mischiati nella giusta misura, proposta dai registi, per creare un piatto unico, con la speranza che ogni 'commensale' prenda la porzione adatta al suo interesse, lo sfrutti e torni poi per la medesima porzione più un'altra nuova.

Non è un segreto che il Cinema è l’addizione di tutte le discipline artistiche per giungere alla creazione dell’opera d'arte totale, come per l'Opera oppure per il Teatro. A volte però, quello che si nasconde nel film - forse inconsciamente - è la predilezione dell'autore per una disciplina artistica particolare, che nel suo lavoro è curata meglio del resto e che rischia di compromettere il giusto equilibrio dimensionale del film e il suo successo. In "Delicatessen", Jeunet e Caro infatti riuniscono magistralmente tutte le arti nel giusto equilibrio tra loro, e grazie a ciò tutte queste rappresentazioni artistiche usate possono avere a volte il grado di personaggio e altre di oggetto cinematografico. Questo vuol dire che nulla in "Delicatessen" è meramente ornamentale. Tutti gli oggetti fisici, sonori e scenici hanno qualcosa d'importante da dire e apportare, nella loro dimensione.

Notevole è l'uso del suono e della musica, composta da Carlos D'Alessio, che dentro lo stesso spirito del concetto di 'delicatessen' propone dei colori, textures, suoni elettronici e 'reali' combinati che, sebbene non nuovi, sono presentati in forma molto originale e personale. Già dal tema d'apertura, un valzer 'destrutturato' per pianoforte, fisarmonica e sax, la cui melodia cerca senza troppo sforzo di trovare il suo punto d'equilibrio, si disegna quel mondo di cui la trama narra che è cambiato radicalmente sforzandosi però di continuare con lo stile di vita standard, costi quel che costi: la salute mentale, la morale oppure il potere stesso. Il disegno sonoro, che tradizionalmente si distaccava da quello musicale, in questo caso non c’è più. I suoni degli oggetti hanno sempre una relazione tra loro, ricordando un battere più o meno fisso a seguire e, perciò, un'azione: l'affilare dei coltelli, il cigolìo di un materasso antico, l'acqua che scorre in forma di gocce e cascata, le risa e le grida, la comunicazione attraverso la vecchia conduttura. Possiamo dire che il disegno sonoro in "Delicatessen" oltrepassa il limite della musica con lo scopo di arricchirla.

Quello qui presentato è quindi un film di una bellezza strana, frutto di un complesso lavoro di artigianato, una bellezza difficile da trovare replicata in altri film, anche a più di vent’anni dalla sua apparizione. Se questa è la prima volta che guardate "Delicatessen", vorrete tornare per più 'porzioni'; se già lo avete visto prima, sicuramente potrete assaggiare un nuovo gusto oppure ri-degustare di nuovo quello assaporato in precedenza. Di certo, non tornerete a casa affamati.

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