venerdì 24 marzo 2017

Lunedì 27 Marzo: Splendore nell'erba

Prosegue la rassegna monografica ELIA KAZAN


Splendore nell'erba

Splendore nell'erba del 1961 è, secondo la critica, insieme ad America America e Il compromesso l'opera più intelligente e approfondita di Kazan. Merito del successo del film va anche alla struggente bellezza dell'attrice protagonista, Nathalie Wood. Non si tratta di un dato extracritico: concerne proprio la forza di coinvolgimento che il film possiede per lo spettatore. Si svolge negli anni che precedono e seguono la grande crisi. La storia d'amore al centro dell'intrigo è determinata non tanto dagli avvenimenti della storia ma dalla loro valenza simbolica nella società americana. Gli eventi non sono condizionati da eventi politico-economici ma dalla psicologia che sta alla base degli avvenimenti politici.
Wilma Dean Loomis (Nathalie Wood) e Bud Stamper (Warren Beatty) sono due studenti che frequentano gli ultimi anni di liceo. Tra loro nasce una tenera storia d'amore ma il loro rapporto non ha uno sviluppo coerente: i momenti di crisi che sarebbero naturali tra ragazzi non ancora maturi, sono le occasioni in cui affiorano le contraddizioni esterne al loro rapporto. Bud è figlio di un arricchito del petrolio, un uomo che desidera per il figlio un successo – a lui precluso – nel campo degli studi e che ripone tutte le sue speranze in lui.
Questa insicurezza e impotenza sono doppiate sul piano sessuale, Bud cerca un rapporto d'amore maturo con Dean, ma la ragazza soffre le inibizioni che le derivano da una educazione puritana. Bud cerca sfogo con una ragazza e Dean, per rivalsa, con un compagno di studi. Sono due esperienze fallimentari che separano ancor di più i due amanti. Bud finisce con l'interrompere la relazione andando all'Università. Dean ha una crisi psichica e viene mandata in una casa di cura. Durante la separazione, avviene il crollo della borsa. Il padre di Bud, rovinato negli affari, si getta dalla finestra dell'albergo.
Dean nel frattempo riprende a vivere in comunità, tra i malati, sottoposta a trattamento psicoanalitico, trova un nuovo punto di equilibrio con la realtà che le permette di accostarsi a un altro uomo. Torna a casa e perdona alla madre gli errori commessi nella sua educazione. Ma soprattutto vuole ricercare la causa di tanto dolore, Bud. Con la macchina si spinge fuori città, verso la campagna dove Bud vive con la nuova moglie.
Gli ultimi cinque minuti del film rappresentano il momento più creativo del cinema di Kazan: tra i due non vi è comunicazione (si scambiano solo poche parole), come a voler dire che tra loro non vi è più nulla in comune, le esperienze li hanno allontanati profondamente.
Splendore nell'erba chiude per Kazan la fase che si può definire “classica”, in cui dominano la narratività e le concatenazioni logiche.
Per questo film, William Inge (che compare brevemente anche come attore nella parte di un sacerdote) ottenne nel 1962 l'Oscar alla migliore sceneggiatura originale. Natalie Wood fu candidata all'Oscar alla miglior attrice, ma il premio andò a Sophia Loren per La ciociara.
È stato fatto anche un remake televisivo nel 1981 dal titolo Splendor in the Grass, diretto da Richard Sarafian con Melissa Gilbert e Michelle Pfeiffer nella parte della sorella di Bud.



con Natalie Wood, Warren Beatty, Barbara Loden, Pat Hingle, William Inge
Splendore nell'erba (Splendor in the Grass) di Elia Kazan, USA, 1961, colore, 124 min. ca

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